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Come scegliere la passerella per la tua barca
Nei porti italiani l'ormeggio all'inglese o di poppa alla banchina è la regola, e tra la plancetta di poppa e il molo resta un vuoto da superare in sicurezza. La passerella non è un accessorio d'arredo: è la via d'accesso di ogni giorno per l'equipaggio, gli ospiti e, a volte, bambini o anziani. Una passerella sbagliata ondeggia, scivola o risulta troppo corta quando cambia la marea o il vento sposta la barca.
I criteri che contano davvero:
- Lunghezza: misura la distanza tra il punto di appoggio a poppa e il bordo della banchina con la barca ormeggiata come la lasci di solito, e aggiungi 40-60 cm perché appoggi bene a terra.
- Portata: rispetta sempre il dato del costruttore. Più è lunga, meno carico sopporta il centro del piano.
- Peso: se la maneggia una sola persona, ogni chilo conta. Alluminio e carbonio battono teak e legno.
- Superficie antiscivolo: con il piano bagnato o a piedi nudi, l'aderenza conta più dell'estetica.
- Ruote sul lato banchina: permettono alla passerella di seguire il movimento della barca senza strisciare.
Consiglio: misura con la barca carica e i parabordi in posizione. Con la poppa più immersa o la barca scostata dal molo dal vento, la distanza reale può essere maggiore di quella misurata a secco.
Tipi di passerella: pieghevole, telescopica e rigida
La maggior parte delle barche da diporto usa una di queste soluzioni:
Pieghevole in due tratti
È la più diffusa. Si piega a metà, si ripone in un gavone o lungo la falchetta e si monta in pochi secondi. Da aperta è rigida, ma conviene controllare la cerniera centrale e il bloccaggio.
Telescopica
Regola la lunghezza con precisione e occupa poco spazio, utile se cambi spesso porto e tipo di ormeggio. Ha più parti mobili (tubi, spinotti, blocchi) da sciacquare con acqua dolce e controllare ogni stagione.
Rigida in un pezzo
La più semplice e meno impegnativa da mantenere, ma serve spazio per stivarla. È tipica di barche piccole e pontili con poca distanza.
Le passerelle idrauliche o elettriche integrate nella plancetta sono comode, ma tipiche dei grandi yacht e da far installare da professionisti.
Materiali e lunghezza in base alla barca
Il materiale determina peso, manutenzione e sensazione al passo:
- Alluminio: la scelta più equilibrata. Leggero, non marcisce e richiede poca manutenzione.
- Teak o legno a listelli: il più elegante e con buona presa a piedi nudi, ma più pesante e da trattare con olio o pulire spesso.
- Carbonio: il più leggero e rigido. Il prezzo ha senso solo su barche grandi o da regata.
- Plastica o composito: economico e adatto a un uso occasionale, con portata inferiore.
Come indicazione generale per la lunghezza:
| Lunghezza della barca | Lunghezza tipica della passerella |
|---|---|
| 6-9 m | 1,5-2 m |
| 9-12 m | 2-2,5 m |
| 12-15 m | 2,5-3 m |
| Oltre 15 m | 3 m o più, spesso su misura |
Se il pontile è fisso e c'è molto dislivello tra la banchina e la plancetta, scegli una passerella più lunga per non avere una pendenza eccessiva. Una rampa ripida è scomoda e scivolosa.
Fissaggio e sicurezza in banchina
La soluzione più comune è un perno che si innesta in una bussola in inox avvitata a poppa o sulla plancetta, così la passerella può ruotare. Quel pezzo lavora sotto sforzo a ogni salita, quindi va montato con bulloni passanti e contropiastra, proprio come una galloccia.
Per salire in sicurezza:
- Collega la passerella alla barca con una cima di sicurezza, così non cade in acqua se si disinnesta.
- Aggiungi un corrimano di cima tesa tra due candelieri se a bordo ci sono bambini o anziani.
- Con marea o raffiche, controlla le cime: buone cime d'ormeggio della lunghezza giusta evitano che la poppa vada su e giù contro la banchina.
- Di notte illumina l'estremità: la maggior parte delle cadute tra barca e molo avviene al buio.
Attenzione: non attraversate in due insieme se la passerella non è prevista per questo, e non superare mai il carico indicato dal costruttore.
Manutenzione ed errori comuni
Una passerella dura anni se curata. Sciacquala con acqua dolce dopo ogni uscita, soprattutto snodi e ruote, e controlla spinotti, rivetti e blocchi prima della stagione. Il legno chiede olio o pulizia per non annerire; l'alluminio, un risciacquo e poco altro.
Gli errori più frequenti quando si compra:
- Scegliere una passerella corta che appoggia appena sul molo.
- Ignorare il peso e finire per non toglierla ogni giorno.
- Fidarsi di un perno avvitato solo alla vetroresina, senza contropiastra.
- Dimenticare che su un pontile galleggiante il dislivello cambia con il moto ondoso.
Controlla anche i parabordi: se la poppa tocca la banchina, la passerella si sposta allo stesso modo e la salita perde sicurezza.
Domande frequenti
Che lunghezza di passerella mi serve per la mia barca?
Misura la distanza tra la poppa e il bordo della banchina con la barca ormeggiata come la lasci di solito e aggiungi 40-60 cm per un buon appoggio. Per barche da 6 a 9 metri bastano in genere 1,5-2 metri; da 10 a 13 metri, tra 2 e 2,5 metri.
Passerella in alluminio, teak o carbonio?
L'alluminio è la scelta più equilibrata: leggero, non marcisce e richiede poca manutenzione. Il teak è più elegante e ha buona presa a piedi nudi, ma pesa di più e va curato. Il carbonio è il più leggero e rigido, ma ha senso solo su barche grandi o da regata.
Quanto peso regge una passerella per barca?
Dipende dal modello e dalla lunghezza: più è lunga, meno carico sopporta al centro. Rispetta sempre il valore dichiarato dal costruttore e non farla attraversare da due persone insieme se non è prevista.
Come si fissa una passerella alla barca?
Di solito con un perno che si innesta in una bussola in inox avvitata a poppa o sulla plancetta, montata con bulloni passanti e contropiastra. L'altra estremità appoggia sulla banchina, meglio se su ruote, e conviene una cima di sicurezza in caso di disinnesto.